Il principe di Galles va in vacanza

Billy Wilder

Collana Senza frontiere

  • Pubblicazione: 28 aprile 2016
  • Pagine: 224
  • Formato: 14x21
  • ISBN: 9788867084777
  • A cura di: Silvia Verdiani
  • prezzo: € 18,00
    - Sconto 15%: € 15,30
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Il libro

Berlino, anni '20: un giovanissimo Billy Wilder, dopo aver lasciato la carriera da avvocato, comincia a scrivere pezzi e reportage per un importante quotidiano berlinese.
Sotto la lente della sua intelligenza brillante passano così critici teatrali e poeti, attori e politici, ma anche gli effimeri protagonisti della buona società dell'epoca e le persone comuni, nella vita di tutti i giorni e negli svaghi della domenica. Di ciascuno coglie con sguardo acuto e un sorriso divertito, debolezze e particolarità, e con questo materiale ricco di umanità e di toni, compone sapientemente scene e dialoghi pieni di humour. 

Il libro è una selezione emblematica incentrata sui tre punti focali della sua attività giornalistica dal 1927 al 1930.

Reportage, articoli di terza pagina e critica cinematografica: lavori destinati al consumo veloce in quel posto di trasbordo pubblicistico che era la Repubblica di Weimar. Lo sguardo di Billy Wilder offre scorci di vita vissuta e mondanità che riflettono la mentalità e lo stato d'animo dell'epoca.
I suoi articoli sono oggi interpretati come primi indizi del suo conio stilistico del futuro autore di sceneggiature per il cinema e regista di Hollywood, cioè la narrazione in primo piano freddamente oggettiva e il ductus lapidario. Dopo il 1930, infatti, sarà poi l'attività di sceneggiatore a passare in primo piano.

Il mezzo può essere diverso, ma lo stile e la capacità di delineare vicende e personaggi sono proprio quelli dei grandi capolavori di Wilder, come gli indimenticabili Quando la moglie è in vacanza e A qualcuno piace caldo.

Caro B. W.,

scriva le sue memorie di ballerino a pagamento. L'unica cosa della letteratura che al momento ancora ci interessa è la materia prima di cui è fatta: la vita, l'esistenza, la realtà. Il motto del «vitalismo» suona così: tutto ciò che ha vita non è che una similitudine.

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