Soggetti smarriti

Come siamo diventati troppo intelligenti per ricercare Dio e il nostro stesso bene

John Waters

Collana I Pellicani

  • Pubblicazione: 27 maggio 2010
  • Pagine: 312
  • Formato: 14x21
  • ISBN: 9788871808628
VERSIONE CARTACEA
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Il libro

Nella primavera del 2008 la scrittrice irlandese Nuala O’Faolain annunciò alla radio che stava morendo di cancro.

Disse di non credere in un aldilà e che non trovava alcun conforto nella religione. Era terrorizzata dalla morte e guardava con disperazione al poco tempo che le era rimasto.

L’intervista scosse profondamente l’Irlanda e sembrò dare voce a qualcosa che fino a quel momento non aveva trovato espressione nella cultura di una società che intravedeva ormai la conclusione del suo breve periodo di prosperità e ottimismo. Nuala O’Faolain era stata la portavoce di una generazione di donne in lotta per la parità tra i sessi e per la liberazione femminile, ma in quell’occasione aveva parlato a nome di diverse generazioni di irlandesi, uomini e donne, che all’improvviso si accorgevano di vivere un’esistenza senza speranza.

Partendo da questa vicenda, John Waters analizza il modo in cui la società contemporanea si è lasciata alle spalle la tradizione di una fede profonda per approdare a un lucido nichilismo. Nel farlo egli riflette sulla cultura frutto di questo cambiamento e sull’abisso in cui ci ha precipitati a partire «da una percezione fatalista, pessimista e senza gioia di noi stessi».
Ma allora che cosa spinge le società moderne a esaltare la convinzione autodistruttiva secondo cui negare l’infinito e l’eterno sarebbe la prova di un’intelligenza superiore? Quanto è ragionevole credere nel nulla?

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