Sulle tracce di Maya Deren

Il cinema come progetto e avventura

Anita Trivelli

Collana Fuori Collana

  • Pubblicazione: 1 marzo 2003
  • Pagine: 340
  • Illustrazioni: fotografie in bianco e nero
  • Formato: 14x20,4
  • ISBN: 9788871804491
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La prima monografia italiana su Maya Deren

Pioniera e leader del cinema off Hollywood del secondo dopoguerra, Maya Deren (Kijev 1917 – New York 1961) seppe affermarsi in un periodo e in territori in cui ben poche possibilità venivano date a una giovane donna. Non allineata, sempre «fuori fase» rispetto ai discorsi dominanti, Maya Deren fu anticipatrice vera, portata d'istinto a dubitare delle formule facili, a sperimentare e a misurarsi continuamente con la realtà. Una pratica creativa e intellettuale, la sua, che si rivelò presto piuttosto «scomoda», nonostante la fama raggiunta negli anni '40, perché di difficile collocazione in rapporto ai più importanti fenomeni di tendenza del suo tempo. A cominciare dall'etichetta di «surrealista», dalla quale la stessa Deren si dissociò, criticando esplicitamente le interpretazioni psicoanalitiche dei suoi film.

Questa prima monografia italiana sulla filmmaker statunitense intende sottoporre all'attenzione del lettore la sua opera cinematografica e i suoi scritti più importanti, lungo l'itinerario esistenziale della regista e le tappe principali che ne scandirono l'incontro con l'arte e con il cinema: dalla scoperta della vocazione cinematografica, al fianco del cineasta cecoslovacco Sasha Hammid, ai ripetuti soggiorni ad Haiti, che produssero un film mai montato sulle danze e i riti vudù, un libro antropologico sullo stesso argomento e l'iniziazione religiosa.

Sulle tracce di Maya Deren ci conduce all'interno di una pratica radicale, segnata dal profondo impegno etico che innerva l'idea di cinema indipendente che fu propria della cineasta. Una pratica che recupera la più autentica matrice ritualistica, mitologica e antropologica della Settima Arte, con un affascinante e irriducibile gesto di modernità cinematografica.