Argomento del mese

Leggere i classici: i racconti

Leggere i classici: i racconti

«I classici sono inattuali ed è proprio questo il loro aspetto più apprezzabile: parlano di cose che vivono oltre il presente effimero e aprono nuovi orizzonti e offrono idee sul mondo che vanno ben al di là del contemporaneo e del quotidiano. E ci rendono critici, scettici e più fantasiosi
– Carlos García Gual

Sia realistico o fantastico, lirico, romantico, gotico o horror ante litteram, sia una storia d’avventura, un’opera dell'assurdo o una narrazione «del sabato sera», il racconto è un genere letterario che in Italia ha pochi punti di riferimento, ma tanti pregiudizi. 
Eppure nella forma breve del racconto si può trovare il respiro ampio dei grandi romanzi, proporzioni perfette di sentimenti e stile, concentrate in ristrette capsule narrative.

Il racconto, nella sua brevità e concisione, può essere più epico di un romanzo, sintetizza la realtà come fa la poesia.

Difficile comprendere perché i frammenti della memoria esistenziale di uno scrittore si fanno racconto e non romanzo, quando questi spazi prelinguistici diventano esperienze di scrittura che plasmano la memoria collettiva e mutano addirittura in “genere”. 

In qualunque momento si formi la nostra capacità di raccontare, essa nasce sempre dallo stesso bisogno confrontarsi con la vita, con il tempo e con la morte; raccontare significa sempre mettere le mani nei processi temporali, stilare la cronaca di un’umanità stretta tra le ineludibili necessità del reale e la fuga nella dimensione della favola

Questo mese vi proponiamo la lettura di 10 classici del racconto.
Ci sono raccolte tematiche, classici dimenticati, inediti, sconosciuti o riconosciuti a volte anche come minori. Noi crediamo nel valore letterario di queste storie ma soprattutto crediamo e scommettiamo sui significati che oggi i lettori possono dargli, aggiungendo nuovi livelli di lettura e di giudizio.
Riflettere sui libri del passato ci rende critici.