Argomento del mese

Gennaio: il mese della Memoria

«È avvenuto, quindi può accadere di nuovo. Questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire»

In queste parole di Primo Levi, dal suo I sommersi e i salvati (pubblicato la prima volta da Einaudi nel 1986) è racchiuso il più importante insegnamento di un passato oscuro e terribile. Una frase pesantissima, limpida, semplice come tutte le verità.
Non possiamo considerare l'Olocausto come un errore, un momento della storia, un orrendo incidente che non siamo stati in grado di evitare: la Shoah ci ha mostrato di che cosa l'uomo sia capace, e che cosa può succedere se non si interviene in tempo, se non si riconosce il mostro e non lo si chiama con il suo nome.

Oggi più che mai, mentre il ricordo si fa più sfocato e la memoria vissuta si sta trasformando in memoria storica è importante non dimenticare quello che è accaduto ieri, settant'anni fa. Ancora di più, è importante non relegare il Giorno della Memoria al momento nel quale piangere le troppe, inutili morti con facile retorica.

È il momento in cui ricordare le tante fondamentali vite, quelle che si sono opposte al male e quelle che l'hanno reso reale.
È il momento di rileggere Primo Levi, i diari di Anna Frank e di Etty Hillesum, di raccontare la storia di Ilse Weber, di Sophie Scholl e degli eroi della Rosa Bianca, di andare a fondo in un periodo che sarebbe più facile non disturbare, di scoprire come vivevano uomini e donne come noi mentre intorno a loro impazzava una follia distruttrice.

In un'Europa divisa, in un mondo sempre più freddo e asettico bisogna guardare in faccia il male per saperlo riconoscere, quando ce lo troviamo di fronte.
Oggi, ogni giorno.