Come è questo giorno e altro. Poesie 1952-1985

Eugenio Corsini

Collana Senza frontiere

  • Pubblicazione: 13 dicembre 2024
  • Pagine: 144
  • Formato: 14 x 21 cm
  • ISBN: 9791255841869
  • A cura di: Giovanni Barberi Squarotti
VERSIONE CARTACEA
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Il libro

In occasione del centenario della nascita, il volume raccoglie l’opera poetica completa di Eugenio Corsini (1924-2018), rimasta fino a oggi confinata in sedi marginali. Studioso di letteratura classica e cristiana antica, Corsini fu anche un fine esegeta dell’opera di Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. Alle poesie di ambientazione greca e langarola, la sua terra natia – in cui il paesaggio non ha nulla di idilliaco e anzi è visto in modo anti-lirico e oggettivo per esaltarne la natura matrigna, l’indifferenza per i vinti e per i vincitori, per il male e per il bene – si affiancano le liriche che hanno al centro le vicende tragiche della guerra civile e della Resistenza, e, infine, gli epigrammi degli anni ’70, di carattere più occasionale e legati a circostanze politiche o socio-culturali.

Acuto interprete dell’Apocalisse di Giovanni, educato all’indagine dei documenti e alla lettura obiettiva dei fatti, Corsini fece ampio ricorso nei suoi versi alla citazione e ai riferimenti letterari biblici e classici, esibiti in epigrafe o dissimulati, e fu attratto in modo particolare dall’eterna questione del male – e, di conseguenza, della giustizia e di Dio –, un male come condizione intrinseca all’uomo, un male senza ragione che travolge anche i giusti e gli innocenti.

Eppure, o pantocrator, anche le cicale

oggi ti sconfiggono, il coro eterno

della vita che erompe, con le ginestre e gli ulivi,

dalle ceneri e dalle rovine di tutte le morti,

e ti rinchiude nelle absidi viola

a contemplare la tua potenza infranta.

Torna qual eri, la voce della terra

che porta al cielo il pianto e la speranza,

il grido che condanna tutte le elezioni

della razza e della spada, come allora che ti vidi

anch’io venire senza nubi e maestà

a raccogliere i calpestati da tutti i talloni

e i morti inermi e attoniti di tutte le guerre.

In hoc signo vinces

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