Stanley Kubrick. Rapina a mano armata

Roberto Curti

Collana Universale / Film

  • Pubblicazione: 1 gennaio 2007
  • Pagine: 160
  • Illustrazioni: 32 b/n
  • Formato: 13,5x19
  • ISBN: 9788871806174
VERSIONE CARTACEA
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Il libro

Quando esce nelle sale americane, distribuito come un b-movie qualsiasi, sono in pochi a degnare d’attenzione Rapina a mano armata, e sui «Cahiers du cinéma» Jean-Luc Godard liquida il film come un’imitazione di Giungla d’asfalto. Eppure il terzo film di Stanley Kubrick è molto di più.

Innanzitutto, è un labirinto dalla raffinata struttura temporale, che influenzerà cineasti come Quentin Tarantino. È un meccanismo narrativo a orologeria minato da occulte, paradossali aporie, disseminate proprio da chi (il narratore) dovrebbe chiarirle. È un film di genere che però del genere conserva solo la pelle, perché Kubrick ne smonta convenzioni e meccanismi come farà in futuro con il film di guerra, la science fiction e l’horror.

La struttura noir di Rapina a mano armata è un’incubatrice in cui trovano già posto i temi portanti dell’universo kubrickiano, a partire dalla lotta dei protagonisti contro un mondo estraneo e ostile, che rifugge dalla razionalità e dalla logica. E lo sguardo incredulo e instupidito di Sterling Hayden di fronte allo scacco finale è lo sguardo dell’uomo kubrickiano, sconfitto dai meccanismi che ha creato e che si illudeva di poter dominare.