Scheda libro


Un unico vero dio. Le conseguenze storiche del monoteismo

AUTORE: Stark R.

Un unico vero dio. Le conseguenze storiche del monoteismo

COLLANA: I Leoni

PAGINE: pp. 384

ILLUSTRAZIONI: N° No

FORMATO: cm. 14x21

PREZZO: euro 24,50


ISBN: 978-88-7180-826-0


IL LIBRO

La storia occidentale sarebbe diversa se non fosse stato per tutti quelli che nel corso dei secoli hanno creduto nell’«unico vero Dio». I grandi monoteismi sono stati i motori del progresso, nel loro nome sono state fatte conquiste, scoperte, invenzioni. Ma perché più di tremila anni fa alcuni uomini – ebrei, persiani o egiziani – iniziarono a venerare un Dio unico? Perché invece di sollecitare i favori di un pantheon di divinità specializzate, questi uomini ricercarono una relazione esclusiva con la divinità? Di cosa sentivano il bisogno? Perché il politeismo non serviva più?
La storia dice che vi è una naturale tendenza delle religioni a evolvere verso il monoteismo, di pari passo con il successivo articolarsi delle società umane. Attraverso l’imperativo del proselitismo e della conversione i monoteismi hanno soppiantato i politeismi,
si sono dimostrati più organizzati e militanti, più abili a creare mobilitazione. Hanno imposto dottrine, annesso territori, conquistato popoli, resistendo all’azione delle forze avverse (come nel caso della diaspora degli ebrei) e alle tentazioni non meno insidiose dell’assimilazione. Il monoteismo ha creato il mondo moderno, nel quale il pluralismo culturale e sociale, anziché aver sancito la fine delle religioni (come molti pensano), ha dimostrato che le fedi sono compatibili con le norme di civiltà pubblica delle laiche democrazie occidentali.
Con la consueta chiarezza, Stark compone un affresco storico di ampio respiro, rigorosamente documentato e suggestivo, stimolante, provocatorio, quanto mai prezioso in un’epoca nella quale il dibattito intorno alla religione è dominato da pregiudizi ideologici che non aiutano a comprendere la verità dei fatti.

L'AUTORE

Rodney Stark è sociologo della religione e docente di Scienze sociali presso la Baylor University, in Texas. Tra le sue numerose pubblicazioni, ricordiamo La vittoria della Ragione, Ascesa e affermazione del cristianesimo e La scoperta di Dio, tutte edite dalla nostra casa editrice.

RECENSIONI

Marco respinti, «Libero», 12 novembre 2009
«Il monoteismo? È cosa da uomini, da uomini veri. E per affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, scepsi e relativismo, l’esistenza del Dio unico basta la ragione, quella per cui gli uomini sono uomini, diversi in tutto dal resto del Creato. E fra le teologie del Dio unico, quella più scientifica è quella ebraico-cristiana, mentre l’islam si attarda ancora sopra un concetto “capriccioso” e “superato” di divinità, che lo rende una forma religiosa regressiva. […] E se è il monoteismo originario a trionfare storicamente sui politeismi della decadenza, ciò significa che il Dio unico è più adatto all’umano di qualsiasi altra offerta spirituale e culturale. Il monoteismo ebraico-cristiano, però, giacché quello islamico, legato a una concezione di un dio del tutto ignoto e sempre imprevedibile, svilisce la ragione umana, arretrando la cifra dell’umanesimo autentico invece che farla progredire. Ricordate il discorso di Ratisbona di Papa Benedetto XVI? Ecco qua la pezza d’appoggio scientifica, firmata Rodney Stark.»

Stefano Fontana, «L'Occidentale», 27 novembre 2009
«Vi si dimostra il diverso impatto dei vari tipi di religione sulla società. La credenza in una forma cosmica impersonale, oppure il politeismo o, infine, il monoteismo, hanno conseguenze sociali molto diverse e la maggior parte delle conquiste della nostra civiltà occidentale sono dovute al monoteismo ebraico e cristiano.»

Rino Cammilleri, «Il Giornale», 30 novembre 2009
«Stark applica con successo le teorie economiche allo sviluppo e diffusione delle religioni, partendo dalla semplice constatazione che sia l’economia che i culti hanno lo stesso soggetto: l’uomo e la sua psicologia. Dunque, dati alla mano, osserva che la condizione di «libero mercato» è l’ideale per le fedi. Come la concorrenza costringe gli imprenditori ad aguzzare l’ingegno per produrre beni migliori a minor costo, così la condizione di monopolio è in ultima istanza dannosa per una chiesa, i cui uomini si adagiano sugli allori e finiscono per non dedicarsi più al proselitismo.»

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