Scheda libro

AUTORE: Bat Ye'or
Eurabia. Come l'Europa č diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita
COLLANA: I Draghi
PAGINE: pp. 416
ILLUSTRAZIONI: N° No
FORMATO: cm. 14x21
PREZZO: euro 24,00
ISBN: 978-88-7180-627-3
IL LIBRO
Da oltre trent’anni l’Europa «pianifica» con i paesi della Lega Araba la fusione delle due sponde del Mediterraneo in un nuovo, mostruoso agglomerato che Bat Ye’or ha suggestivamente denominato «Eurabia» (un’espressione subito fatta propria da Oriana Fallaci).
Questo progetto, perseguito con coerenza attraverso il cosiddetto «Dialogo Euro-Arabo», ha portato alla graduale, ma inesorabile trasformazione del continente europeo in un ibrido asservito alle esigenze politiche e agli standard culturali del mondo arabo.
Tutto ha avuto inizio con la crisi petrolifera del 1973 e con l’ambizioso progetto, soprattutto francese, di costruire un asse geopolitico e ideologico alternativo a quello americano e atlantico. In un arco di tempo relativamente breve l’Europa ha sacrificato la sua indipendenza politica, oltre che i suoi valori culturali e spirituali, in cambio di garanzie (in gran parte illusorie) contro il terrorismo e di qualche vantaggio economico.
Sulla base di una documentazione ampia e minuziosa, l’autrice ricostruisce le attività e gli strumenti che hanno prodotto questa folle deriva, dagli anni del pieno funzionamento del Dialogo Euro-Arabo alle perverse scelte sul piano della politica estera (adozione di un’ideologia antisemita e antisionista, demonizzazione di Israele e degli USA, sdoganamento del terrorismo islamico e di Arafat), fino ai recenti tentativi di occultamento della verità seguiti all’attentato dell’11 settembre e ai suoi pendant sul suolo europeo (attentati di Madrid e Londra, caso delle caricature danesi). E naturalmente ne individua i molti responsabili politici, culturali e religiosi.
Il bilancio è drammatico. Questa politica ha condotto (e conduce) alla mancata integrazione degli immigrati musulmani, al proliferare di cellule terroriste islamiche in tutto il continente, al ripudio da parte dell’Europa delle sue radici ebraico-cristiane e al conseguente stravolgimento della sua identità culturale, religiosa ed etica.
Forse per gli europei è giunto il momento di riappropriarsi della loro autentica eredità spirituale, di «quei sacri valori di umanità che l’Europa, anche nei momenti più bui della sua storia, ha sempre cercato di preservare». Ma bisogna fare in fretta.
L'AUTORE
BAT YE’OR, nata in Egitto e di nazionalità britannica, si è dedicata allo studio dello status delle comunità etnico-religiose nei paesi islamici, a cui ha dato un nome, «dhimmitudine », e ne ha definito i principali aspetti politici, economici, culturali. Tra le sue opere ricordiamo: The Dhimmi. Jews and Christians under Islam (1991), Les Chrétientés d’Orient entre Jihâd et Dhimmitude (1991), The Decline of Eastern Christianity under Islam (2005), Juifs et Chrétiens sous l’Islam (2005), Islam and Dhimmitude. Where Civilizations Collide (2005).
RECENSIONI
Giulio Meotti, «Il Foglio», 14 aprile 2007
«Il suo nome in ebraico significa “figlia del Nilo”. Bat Ye’or è diventata celebre per aver coniato una manciata di termini, dalla “dhimmitudine” […] all’“Eurabia”. […] Questo libro, il più famoso e che ha ispirato la furia di Oriana Fallaci, è il racconto di uno sfregio, di una caduta, di un declino. Il volto deturpato è quello dell’Europa sottomessa all’incudine della “grande offensiva filoaraba e filoislamica”.»
Da «Panorama», 20 aprile 2007
«In 400 pagine spiega come l’Europa "è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita". Un’Europa, come sosteneva Fallaci, pronta a diventare islamica.»
Paolo Della Sala, «L'Opinione», 4 maggio 2007
«Nata in Egitto da famiglia ebrea, vissuta in Inghilterra, residente in Svizzera, Bat Ye’or è apolide da sempre. Come tutte le nemiche dell’ipocritamente corretto, è stata isolata nei gulag mediatici dei benpensanti. Eppure Bat Ye’or ha svelato agli europei una parte della loro storia recente.»
Guido Ceronetti, «La Stampa», 1 maggio 2007
«Verso l’aggressività e le stragi islamiste va ricordata all’Europa la massima della favola dei Lupi e delle Pecore dell’infallibile La Fontaine: "Il faut faire aux méchants querre continuelle". La situazione è ben delineata nel libro, edito in Francia e ora circolante da noi, Eurabia.»
Luciano Canfora, «Corriere della Sera», 13 giugno 2007
«[Il] libro di Bat Ye’or descriva, anche se in toni molto aspri, un meccanismo mentale che in alcuni si sta producendo, il bamboleggiamento estetizzante nei confronti di ciò che viene dall’Islam: una forma di anti-illuminismo estetizzante che non giova alla conoscenza, ma rischia semmai di sostituire un dogmatismo ad un altro. Benemerita è invece l’opera di conoscenza e di allargamento della documentazione sorretta da spirito critico e non confessionale.»
Alessandro Di Tizio, «Nuova Agenzia Radicale», 2 maggio 2007
«Inevitabilmente […] il primo pensiero, come un pensiero condizionato, va a Oriana Fallaci: è stata lei a rendere famoso il termine che dà il titolo al volume in Italia, e di affinità con il pensiero di Bat Ye’or ve n’è più d’una.
Eppure, pur partendo da analoghe premesse […] e giungendo a simili conclusioni, […] l’opera edita da Lindau non somiglia affatto al pamphlet della giornalista italiana: la differenza è che Eurabia non è uno sfogo o una mera denuncia, ma un saggio, un attento studio basato su fonti e documenti.»
Salvatore Carrubba, «Un libro tira l'altro» del 15 luglio 2007

Durante la puntata del 15 luglio 2007 della trasmissione di Radio 24 «Un libro tira l’altro», dedicata al tema Donne e letteratura, Salvatore Carrubba ha recensito il nostro Eurabia di Bat Ye’or.
Seguendo questo link è possibile ascoltare la puntata.
Maria Giovanna Maglie, «Il Giornale», 23 agosto 2007
«Bat Ye’or smentisce la diffusa convinzione che per essere forti ci voglia il fisico. È un donnino minuscolo con i capelli bianchi e occhi azzurrissimi, il suo nome significa in ebraico figlia del Nilo, ma dall’Egitto è stata cacciata nel 1957 perché è ebrea; ha sposato un inglese e oggi vive a Ginevra. Più del suo nome è il titolo del suo ultimo libro a essere diventato famoso, ormai un modo di dire per estrema sintesi quel che ci sta capitando e il rischio tremendo che l’Occidente corre: Eurabia. […] Grande donna, poveri noi.»



