Magia e superstizione in Europa dall'antichità ai giorni nostri

Michael D. Bailey

Collana I Leoni

  • Pubblicazione: 16 marzo 2017
  • Pagine: 400
  • Illustrazioni: inserto fotografico in bianco e nero
  • Formato: 14x21
  • ISBN: 9788867086641
  • Traduzione: Gabriella Tonoli
VERSIONE CARTACEA
  • prezzo: € 32,00
    - Sconto15%: € 27,20
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Il libro

«L’opera di Michael Bailey è un resoconto completo e ampiamente accessibile di duemila anni di storia della magia, della religione e della “superstizione”.  La sua profonda analisi considera anche i modi in cui le nostre tradizioni hanno stigmatizzato le pratiche e le credenze che costituivano una minaccia per la società. Un libro che merita di essere letto».
– H. C. Erik Midelfort, University of Virginia

Magia, stregoneria e superstizione rappresentano da sempre il lato «altro», oscuro e affascinante, della civiltà europea. Anche in un’epoca come la nostra, caratterizzata da un accentuato materialismo e da una esasperata fiducia nella ragione e nella scienza, esse costituiscono una corrente sotterranea – una sorta di fiume «carsico» – abbondante e impetuosa.

Parla quindi del passato, ma anche del presente, questo importante saggio di Michael Bailey, una delle più complete e approfondite analisi oggi disponibili sull’argomento.

Se una speciale attenzione è dedicata all’Europa medievale e agli albori dell’età moderna, l’autore non trascura l’antico Vicino Oriente, la Grecia classica e Roma, o, in tempi a noi prossimi, il diffondersi di sistemi magici – in particolare la Wicca, una forma contemporanea di stregoneria –  dall’Europa agli Stati Uniti.

Il libro mostra al lettore come la magia e la superstizione siano state definite nelle varie epoche e come i loro tratti costitutivi siano mutati nel tempo, analizza i modi in cui sono stati condannati specifici tipi di magia ed è stato accusato e perseguitato chi li praticava (o si riteneva lo facesse).

L’autore dimostra infine che la magia – o, per dire meglio, ciò che nei diversi contesti si è considerata tale – è stata quasi sempre utilizzata per tracciare il confine tra le azioni socialmente accettabili e quelle illecite, e più in generale tra il noto e il comprensibile e l’ignoto e l’occulto.